12 December 2013

Corriere Della Sera – Andrea rinuncia a 300mila euro per fare impresa in Italia

Buttar via 300mila dollari l’anno, una carriera d’oro a Wall Street… e essere contento. Tornare in Italia da precario, a 30 anni, scornarsi con la crisi per creare una startup e 15 posti di lavoro. Non lo diresti, a guardare oggi Andrea Poffe. Eppure è la sua storia: fino a ieri era un colletto bianco di Morgan Stanley, a New York, per l’equivalente di 18mila euro al mese e 15-20 ore di lavoro al giorno. Cervello in fuga e falchetto della finanza – sull’orlo di una crisi di nervi. Poi ha detto basta.

“Arrivavo anche a lavorare 24 ore su 24” racconta. “Dormivo magari due ore in ufficio, dalle 6 alle 8 di mattina, a volte nemmeno: un taxi mi portava a casa per una doccia e mi riportava subito al lavoro”.

La vicenda di Moritz Erhardt, lo stagista morto il 20 agosto dopo tre giorni di lavoro ininterrotto alla Bank of America, Andrea la conosce bene.

“Ho fatto per anni quella stessa vita”.

E avrebbe potuto fare anche la stessa fine, chissà: non lo sapremo mai, perché Andrea – per fortuna – si è licenziato. E’ tornato a Milano, dove si era laureato al Politecnico nel 2004, ha fondato Zero Gravity, un’associazione sportiva no-profit che è anche una startup per la progettazione di palestre per sport invernali.

“Il giorno dopo aver lasciato il lavoro la prima cosa che ho fatto è stata… una settimana di snowboard in Colorado” racconta Andrea. “La neve è sempre stata la mia passione, ma quando lavori a Wall Street e la prima montagna è a sei ore di volo, l’attività indoor è l’unica soluzione. Mi sono detto: e se funzionasse anche sotto le Alpi?”

Ora la palestra di Andrea, in via Valvassori Peroni, è il primo snow-park al chiuso di d’Italia: tappeti elastici e neve di gomma, per appassionati di montagna che si allenano in città. Non è stato facile: la burocrazia, la crisi.

“Abbiamo sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare, all’inizio – racconta. – Ma raddrizzando il tiro e tenendo duro alla fine ce l’abbiamo fatta”.

A tre anni dal lancio, l’associazione di Andrea conta oltre 3mila tesserati, dà lavoro a una quindicina di persone tra allenatori e collaboratori.

 “Abbiamo deciso di aprire una seconda palestra dall’altra parte della città per soddisfare la grande richiesta”.

I soldi a fine mese non sono quelli di prima, certo. Ma a lui non importa:

“Gli amici che lavorano ancora nella finanza mi invidiano tutti” ride. Poi aggiunge, serio: “Io ho vinto”.

 

Fonte: http://buonenotizie.corriere.it/2013/12/07/andrea-rinuncia-a-300mila-euro-per-fare-impresa-in-italia/

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